Peste. sf. dal lat pestis etimologicamente
affine a perdere, mandare in rovina
(cfr. perdizione). Grave malattia acuta
contagiosa. Peste bubbonica, pestilenza.
Fetore. Rovina, danno grave. Persona
cattiva, molesta.
la peste, in un certo senso, è un essere molto superiore a noi: sa dove trovarci e come. di solito ci trova nel bagno o che facciamo l'amore o che dormiamo. è anche bravissima a coglierti mentre cachi, con uno stronzo mezzo dentro e mezzo fuori. se è alla porta le gridi "un momento! vengo subito, che diamine, un momento!" ma il suono di una voce angosciata l'aizza maggiormente. (...)
benchè non conoscano le tue idee, i tuoi processi mentali, questi esseri nocivi sentono, per intuito, di non andarti a genio: ma questo li eccita. e poi si rendono conto di chi sei tu: tu sei uno che, tra far del male e subirne preferisci la seconda alternativa; ebbene le pesti sono ghiotte delle parti migliori dell'umanità: loro sanno dov'è la carne più buona. la peste ha un bagaglio di luoghi comuni che scambia per saggezza. ecco una delle sue massime preferite:
"non c'è niente che sia tutto cattivo. tu dici che i poliziotti sono TUTTI cattivi. invece no. ne ho conosciuti tanti di buoni. insomma c'è anche il poliziotto buono"
non hai modo di spiegarle che: quando un uomo indossa quella divisa diviene il tutore stipendiato dell'ordine vigente. è pagato per far sì che nulla cambi. se a te va bene come stanno le cose, allora tutti i poliziotti sono tutti buoni. se invece non ti piace come stanno le cose, allora per te sono tutti cattivi. c'è qualcosa che è tutto cattivo.(....)
Charles Bukowski da "Storie di ordinaria Follia"


